Ho letto le classifiche della Finale del Campionato italiano di BR22 2007 e confesso che nonostante l’arteriosclerosi (o come la chiamo io “il leggero ……. rincoglionimento!” necessaria premessa a queste mie divagazioni) sono rimasto impressionato dal livello raggiunto dai Tiratori Italiani!
Ho praticato il BR in 22 dal 1999 al 2004 anno in cui le cataratte e gli impegni di mia figlia, con cui avevo condiviso 5 anni di faticosi viaggi con vittorie e sconfitte come capita a qualunque sportivo, mi hanno spinto a chiudere l’attività agonistica, anche se nel 2005 ho curato l’organizzazione del Campionato per le Associazioni riunite, attività svolta anche nel 2006 prima per l’UITS e poi, quando l’impresa è apparsa più ardua del previsto, per il BR22-Rimfire che aveva deciso di terminare l’annata agonistica investendo il proprio denaro per supportare i Soci impegnati nel Campionato anche se i componenti della Commissione UITS, soci dell’Associazione, si erano dimessi, per l'impossibilità di dialogare con il Consigliere dell’Unione responsabile per il BR22.
Per chiudere questo capitolo della storia, durante l’estate come molti Italiani ho letto il libro “La casta” e credo che tutte le lamentele che si sentono in giro non abbiano ragion d’essere; l’UITS anche se solo per fini di “potere” e non economici, anche se più per incapacità che per progetti finanziari ha gestito e fatto gestire il Campionato Italiano al meglio di quello che un tiratore italiano può e deve attendersi! Un paio d’esempi: tre tiratori “amici” si lamentano che senza rientro non fanno il risultato! Non c’è problema! Contro qualunque etica sportiva chi non fa il punteggio dice “ scusi ho sbagliato, me l’ho fa rivedere?” ed il gioco è fatto! Un gruppo di tiratori chiede uno scambio d’opinioni, anche se in forma rozza e con un vago sapore di nostalgia del passato, con il Consigliere ed il Presidente dell’Unione? Ma chi si credono di essere? “Zitti ed a cuccia non ho il tempo di rispondere!”
Siamo seri! Perché ci dovremmo aspettare di più da questi Signori? Sono parte del sistema, anche se di quello povero; perché si dovrebbero preoccupare della base che, tra l’altro, non ha neanche diritto di voto? Va benissimo così anche perché l’Italiano si lamenta, ma in ogni caso partecipa e paga sempre e comunque.
Torniamo all’aspetto bello di queste riflessioni: i tiratori ed i risultati acquisiti!
Cominciamo dalla nuova categoria Standard dove il podio è stato appannaggio di tre tiratori della nostra Associazione:
- Rubina Cataldo di Bracciano 488/8
- Valerio Adorni di Parma 474/10
- Roberto Giarletta di Reggio Emilia 471/8
Mi sia qui consentito oltre ai complimenti alla signora Cataldo che con armi rigidamente di serie tira mediamente 244 su 250 su bersaglio standard di fare una piccola polemica “regionale”! Perché i nostri amici del Nord si aggirano per i Poligoni tronfi e fieri dei loro risultati di Production ottenuti sparando a bersagli più simili ad un piatto da frutta che non ad un bersaglio di BR e non si cimentano anche loro con delle belle gare su bersagli standard dove il 10 è grosso come il buco della 22? Hanno paura di non fare 250? Pensano che vincere con un bel 239 non sia onorevole? Sono sovvenzionati da qualche cartiera che guadagna bene sulla carta da lenzuoli che usano per fare i bersagli? Abbiate pazienza, ma il vostro vecchio cronista è terrone di nascita e d’estrazione e ha grosse difficoltà a comprendere l’approccio. “Ti piace vincere facile!” di uno spot televisivo spesso sui nostri teleschermi! Per chi decidesse di querelarmi, per fargli risparmiare soldi, mi spiego meglio: la mia proposta è: perché la Production non la fate con il bersaglio ufficiale italiano? Vi accorgerete che è possibile, divertente e fa risparmiare ettari ed ettari di foresta amazzonica!
Brava Rubina! Complimenti! E bravi tutti gli altri che hanno combattuto ed ottenuto risultati di tutto rispetto in una categoria dove il gesto tecnico probabilmente conta più dell’arma o delle cartucce.
Passiamo alla categoria Sporter dove il podio vede:
- Germano Boldrini di Cerea 494/15
- Roberto Pasotti di Mantova 491/12
- Giuseppe Dalì di Centuripe 487/17
In questo caso due tiratori della nostra Associazione sono saliti sul podio con un tiratore non iscritto, ma molto forte; con il suo punteggio nel 2005 si finiva nell’Albo d’oro e non Argento, ma come dicevo all’inizio il valore dei nostri tiratori è vicino se non superiore a quelli che qualche anno fa chiamavamo i mostri sacri degli USA!
In questa categoria competevano anche le squadre e Pietrasanta, avvicinatasi da soli due anni a questa disciplina con un gruppo di tiratori tutti forti qualificatisi per la Finale individuale (Ancillotti, Biagi e Dal Porto) ha prevalso su tutti salendo sul più alto gradino del podio assieme a Padova, argento, e Modena, bronzo.
Passando alle categorie Varmint cominciamo dalla 10,5 libbre dove sul podio troviamo:
- Gianni Diazzi di Rho 497/18
- Daniele Dianda di Lucca 497/13
- Attilio Bertolaccini di Lucca 496/26
Con Diazzi che prevaleva sui nostri soci di Lucca che peraltro insieme a Bianchi e Vito confermavano la loro supremazia in questa categoria vincendo, per il secondo anno consecutivo, la classifica a squadre davanti a Mantova e Rho.
Ed una situazione simile la troviamo nella categoria top, la 13,5 libbre, dove Carlo Brenna non solo si confermava Campione Italiano per il secondo anno consecutivo, ma realizzava un 500/22 risultato che ai miei tempi era solo nei sogni; allora, e parlo del 2003-2004 di 250 se ne facevano 2-3 l’anno, Brenna ne ha fatti ben due nella sola Finale! Come si dice: “Giù il cappello!” e facciamo una colletta per un biglietto aereo mandarlo a tenere corsi di BR22 ai tiratori Americani!
Per la cronaca, il podio vedeva:
- Carlo Brenna di Como 500/22
- Franco Ceschi di Pergine 499/21
- Walter Botta di Como 498/23
Ovviamente la squadra di Como (Botta, Brenna, Corti e Peverelli) non vedeva nessuno seguita,da lontano, dai terroni di Reggio Emilia e Lucca. Ed lasciatemi celiare ancora un po! Se emiliani e toscani dovessero offendersi perché gli do dei terroni riflettano sulla strana geografia a macchia di leopardo del BR22 dove i napoletani sono i più fedeli alleati degli austroungarici, o longobardi, che dir si voglia dimenticando le loro origini borboniche, i siciliani mantengono invece la loro identità e competono vincendo nonostante le enormi difficoltà logistiche ed i sudditi del Papa, emiliani compresi come ci ricorda la storia, sono necessariamente alleati degli abitanti del Granducato (di Toscana).
Ho voluto scherzare su la non felice storia del BR22 che sin dalla nascita ha visto risse e lotte intestine sino ad identificarsi in due realtà ben distinte ed a volte contrapposte che hanno però saputo raggiungere un momento d’intesa nel 2005-2006, il momento di maggior successo di questa disciplina, a cui non si può che augurare di crescere nonostante i tentativi di qualcuno "assiso colà dove si puote" di ridurla al "tiro al cinghialetto" ed il ritiro dei Padri Fondatori ormai vecchi od attratti da nuove chimere!
Ancora complimenti ai Vincitori, ai Finalisti ed a tutti i partecipanti al Campionato Italiano!
Ferdinando Gangitano
